Le sonde spaziali in 3D : Artemis I Orion

Dopo tanti rinvii la sonda spaziale Orion è stata lanciata e sta orbitando intorno alla Luna nella sua breve missione esplorativa

Come promesso in un post del forum, vi presento la simulazione 3D del viaggio della sonda Orion dalle parti della Luna.

Diciamo subito che rispetto alle precedenti puntate de “Le sonde spaziali“, la missione Orion è brevissima (26 giorni) , ma è ugualmente densa di significati e meraviglie al pari ad esempio della mitica Lucy, che seguiremo con grandissime aspettative nei prossimi anni.

Non aspettatevi un viaggio spettacolare come quello della Lucy, con tantissimi Gravity Assist e parecchie orbite ellittiche da seguire anche passo passo col simulatore 3D: nel caso dell’Orion tutto si svolge in pochissimo tempo di simulazione, tra il lancio ed il rientro, con una traiettoria che ho già definito simpaticamente “sgorbio”.

la traiettoria completa della sonda Orion, dalla Terra alla Luna e ritorno

Il vantaggio ovvio della simulazione 3D interattiva è proprio il fatto che potete fermarla in un qualsiasi momento, procedendo anche uno step alla volta (step di un’ora) e soprattutto cambiando la prospettiva di visualizzazione.

Come sappiamo, quello dell’Orion è il primo lancio della Artemis con una missione esplorativa che serve a testare apparecchiature e situazioni, aprendo la strada alle successive missioni che riporteranno l’uomo sulla Luna dopo più di mezzo secolo.

La simulazione 3D interattiva

Non è la prima simulazione che presento e perciò dovreste già essere pratichi nella sua utilizzazione.

Per chi incontrasse una simulazione 3D interattiva per la prima volta, non c’è niente di difficile o di particolare: bisogna lanciare il programma cliccando (o toccando, nel caso di un tablet) l’immagine successiva

basta cliccare l’immagine per lanciare la simulazione 3D interattiva

con il che si aprirà una nuova pagina del browser in cui avviene la magia.

Con il mouse o con le nostre dita possiamo cambiare il punto di osservazione, avvicinarci o allontanarci rispetto al centro della visualizzazione (dove c’è la Terra) : in rosso è indicata l’orbita della Luna ed in giallo l’Orion.

Il tutto in modo molto intuitivo.

Per lanciare la simulazione 3D interattiva pasta premere il tasto “Play“, mentre con il tasto “Stop” si ferma la simulazione (per ripenderla con “Play“) ed infine con il tasto “Doppia freccia” si può avanzare con lo step di un’ora per gustarsi meglio tutte le fasi della nostra Orion.

Dopo aver seguito una prima volta l’intera missione, che si ferma in alcuni momenti principali, vi suggerisco di rilanciarla e di seguirla passo passo, per poter vedere il tutto da un qualunque punto di osservazione.

Considerazioni finali

Come già dicevo nel post del forum, come sempre la simulazione 3D interattiva sfrutta i dati forniti dal sito HORIZONS: il tutto non è ovviamente una passeggiata!

Il sito è giustamente abbastanza complesso da utilizzare, non tanto per le semplici operazioni da compiere, ma soprattutto per le decine di possibilità da scegliere nelle paginette di impostazioni: non basta inserire il nome “Orion” e mettere delle date per avere le informazioni di posizione della sonda!

Poi quasi quotidianamente i softwaristi del sito, su tutti il mitico John D. Giorgini di evidenti origini italiche, possono rilasciare al folto pubblico di appassionati un set di informazioni relative ad un certo range di date.

Mentre per pianeti e oggetti naturali del Sistema Solare il range di date copre anche millenni, nel caso delle sonde spaziali l’intervallo di date generalmente è legato alla durata della missione stessa: ad esempio per la mitica Lucy i dati vanno dal 16 ottobre dell’anno scorso (data del lancio) fino al 2 aprile del 2033, ma sicuramente verranno estesi con la sicura estensione delle missione pluri-decennale…

Per l’Orion il range di informazioni fornite copre ovviamente i soli 26 giorni della durata della missione, ma gli eventi associati alla missione stessa (rendezvous con la Luna e inserimento nell’orbita DRO) sono segnalati nell’introduzione con date e istanti approssimativi, che poi potrebbero cambiare nel corso della missione.

In definitiva le orbite compiute dalla Orion (la DRO, Distant Retrograde Orbit) sono abbastanza complesse e di non facile rappresentazione, considerato che in questo caso la sonda ne compie rapidamente appena un paio, prima di tornare a casa.

Buone esplorazioni!

 

Informazioni su Pierluigi Panunzi 389 Articoli
Classe 1955, sono nato e vivo a Roma, laureato in Ingegneria Elettronica, in pensione dopo aver lavorato per anni nel campo del software, ma avrei voluto laurearmi in Astronomia. Coltivo la passione per l’astronomia dal giorno successivo allo sbarco dell’uomo sulla Luna, maturando un interesse sempre crescente per la Meccanica Celeste, il moto dei pianeti, la Luna e i satelliti. Da molti anni sono divulgatore scientifico e in passato ho presieduto a serate astronomiche organizzate a Roma e paesi vicini. Da parecchi anni mi sto perfezionando nell’astrofotografia grazie all’auto-regalo di varie apparecchiature digitali

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