Artemis 1 è in partenza: stiamo davvero per tornare sulla Luna

Dopo interminabili test, cronici ritardi e sporadici problemi non sembra vero ma l’umanità, dopo oltre 50 anni, è di nuovo vicina a toccare la Luna.

L’appuntamento con la storia è per lunedì 29 agosto alle ore 14:33 italiane.
Questo è l’orario fissato per il decollo di Artemis 1, prima storica missione dell’ambizioso programma internazionale che mira a riportarci sulla Luna. Con l’obiettivo, stavolta, di restarci grazie a missioni mirate alla creazione di basi permanenti e una stazione spaziale orbitante (Lunar Gateway).

La finestra di lancio ha durata di 2 ore, che consente di aver tempo di risolvere imprevisti nelle fasi finali del conto alla rovescia o restare in attesa in caso di condizioni atmosferiche incerte. In ogni caso attualmente il meteo è “GO” all’80%, consentendoci perciò di essere vagamente ottimisti.

Space Launch System è l’imponente razzo che spingerà la capsula Orion, la prima certificata per uso umano fuori dalla Low Earth Orbit dai tempi delle missioni Apollo.

Il razzo SLS in cima al lanciatore mobile al Pad 39B. Credit: (NASA/Joel Kowsky)

Non sarà un volo con passeggeri in carne e ossa. Artemis 1 è finalizzata alla verifica completa dei sistemi di bordo (che nella loro individualità sono stati testati sino allo sfinimento nei mesi e anni passati, come da prassi NASA) in vista del primo volo con passeggeri previsto per il 2024 con Artemis 2.

L’analisi della missione è affidata a una straordinaria sensoristica, numerose telecamere (con scopi sia scientifici che di divulgazione al grande pubblico) e un manichino completo, il Comandante Moonikin Campos. Tra le innumerevoli analisi d’interesse per il volo umano vale la pena menzionare la rilevazione delle forze di accelerazione a cui saranno sottoposti i futuri astronauti e la quantità di radiazioni assorbita. Quest’ultima misura sarà affidata a due busti gemelli, Helga e Zohar. Helga non indosserà protezioni, mentre Zohar impiegherà il rivestimento AstroRad, studiato per proteggere un essere umano nell’eventualità di una tempesta solare che si protragga per alcuni giorni.

Helga e Zohar adeguatamente preparati (impacchettati?) per la partenza di Artemis 1. Crediti: NASA

Parliamo di tempi

Nella sua totalità Artemis 1 durerà 42 giorni, 3 ore e 20 minuti dal decollo sino all’ammaraggio nell’Oceano Pacifico il 10 ottobre al largo delle coste della California.

Timeline programmata per le prime fasi di volo di Artemis 1. Crediti: NASA

A circa L+2 minuti (inteso come tempo trascorso dal decollo) si avrà la separazione dei booster a stato solido laterali. A L+3:30 sarà eiettata la torretta facente parte del sistema di sicurezza Launch Abort System, che in caso di guasto ha il compito di staccare la navicella Orion dal corpo del razzo SLS portando così in salvo gli occupanti.
Nell’istante L+8:20 si spegneranno i quattro motori RS-25 del corpo principale del razzo, in gergo il cosiddetto main engine cut-off. 10 secondi più tardi il secondo stadio si sgancerà e accenderà alcune volte il proprio motore per proseguire l’avvicinamento all’orbita prefissata della navicella. Nel mezzo delle accensioni del secondo stadio saranno dispiegati i pannelli solari di Orion, operazione che dovrebbe richiedere circa 12 minuti.
A un’ora, 38 minuti e 3 secondi dal decollo il secondo stadio si accenderà per l’ultima volta. Quest’ultima spinta durerà 18 minuti e rappresenterà la trans lunar injection, vale a dire la manovra di modifica dell’orbita della capsula per indirizzarla verso la Luna. Al termine della manovra avverrà la separazione del secondo stadio e a questo punto Orion sarà completamente indipendente e diretta perfettamente verso la Luna (salvo piccoli aggiustamenti di traiettoria che sono stati previsti).

Le fasi previste per il volo verso la Luna e il ritorno a Terra. Crediti: NASA

Dopo 5 giorni di volo Orion sarà catturata dalla gravità lunare in un’orbita retrograda. Durante questa fase la capsula toccherà la minima distanza dal nostro satellite grazie a un sorvolo controllato, sfiorandolo da meno di 100 km di altitudine. La larga ed eccentrica orbita attorno alla Luna sarà corretta nel decimo giorno di viaggio per raggiungere l’orbita desiderata. Il giorno seguente Orion si troverà più lontano dalla Terra di qualunque altra capsula progettata per il volo umano, superando il record attualmente detenuto dalla missione Apollo 13 di 400170 km nel 1970.

Da questa posizione chiamata Distant Retrograde Orbit Orion compirà una rivoluzione e mezzo attorno alla Luna, finché il 21 settembre saranno riaccesi i motori per iniziare la manovra che ha l’obiettivo di dirigersi nuovamente verso la Terra. Si tratta di un’operazione della durata di 10 giorni durante i quali, il 23 settembre giorno 26 della missione, sarà raggiunta la massima distanza della capsula dal nostro pianeta, circa 450600 km. La lunga manovra culminerà il 3 ottobre con un’operazione di accensione dei motori che sfrutterà un assist gravitazione della Luna dall’altitudine di 800 km. A questo punto Orion sarà in rotta per la Terra dove giungerà alla velocità di Mach 32 dopo una settimana di viaggio. Scudo termico e paracadute la rallenteranno consegnandola a un dolce atterraggio nelle acque del Pacifico.

Sarà il 10 ottobre, stapperemo il vino buono e negli occhi avremo già Artemis 2. Sarà il primo ritorno umano attorno alla Luna dai tempi del programma Apollo, in preparazione dell’allunaggio del 2025 con Artemis 3.

Il decollo di Artemis 1 sarà trasmesso nei canali della NASA, dell’ESA (importante contributore del programma) e anche numerose pagine italiane di divulgazione seguiranno l’evento.

Fonti varie:
https://www.nasa.gov/specials/artemis-i-press-kit/
https://www.space.com/nasa-artemis-1-moon-mission-timeline
https://www.nasa.gov/specials/artemis-i/img/Artemis%20I%20Reference%20Guide_Inter.pdf

Informazioni su Antonio Piras 50 Articoli
Ingegnere elettronico per lavoro, da sempre appassionato di scienza. Scopro l'osservazione astronomica grazie al telescopio della LIDL (ebbene sì) che mi svela le lune medicee un giorno prima di Galileo...ma 405 anni dopo. Da allora la passione cresce a dismisura e attualmente la coniugo alla fotografia, altro grande hobby.

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2 Commenti    |    Aggiungi un Commento

  1. spettacolare davvero!!!
    se non erro i cubesat avranno pure il compito di scattare selfie alla navicella in volo...
    cosa che hanno già fatto i cinesi per la sonda in orbita intorno a Marte!!

    semplicemente splendido: mi sembra di tornare indietro a più di 50 anni fa, ma stavolta la tecnologià è fantastica!

  2. I problemi di temperatura al motore 3 che si sono evidenziati qualche ora fa non sono stati risolti in tempo e hanno portato all'annullamento del tentativo odierno di lancio.
    Nei prossimi giorni si tenterà di porre rimedio al guasto, con la prima futura finestra di lancio che si aprirà venerdì 2 settembre nella serata italiana.