Marte: l’uovo di Colombo

Un gigantesco impatto meteorico nel lontano passato del Pianeta rosso, 4 miliardi e mezzo di anni fa, potrebbe spiegare la presenza di metalli rari nel suolo marziano, la dicotomia fra emisfero settentrionale e meridionale, e persino la formazione dei due satelliti naturali Phobos e Deimos

Marte questo (ancora e assai) sconosciuto. Due emisferi geologicamente distinti: dolci pianure a settentrione, crateri e altipiani scoscesi a sud. Un mix di elementi al suolo alquanto (troppo?) diverso da quello che possiamo osservare a Terra.

Secondo uno studio condotto da Stephen Mojzsis della University of Colorado Boulder, appena pubblicato su Geophysical Research Letters, sarebbe tutta colpa di un gigantesco e antichissimo impatto meteorico avvenuto sull’emisfero settentrionale di Marte circa 4 miliardi e mezzo di anni fa. Un asteroide di dimensioni paragonabili a quelle di Cerere avrebbe rovinosamente colpito il pianeta, strappando via un pezzo consistente dell’emisfero nord e lasciando un vero e proprio tesoretto di metalli rari nel ventre marziano. Di più: i satelliti naturali di Marte Phobos e Deimos avrebbero preso forma proprio dall’anello di materiali espulsi durante l’impatto.

Crediti: M. Marinova, O. Aharonson ed E. Asphaug
Crediti: M. Marinova, O. Aharonson ed E. Asphaug

 

Se la scoperta fosse confermata avremmo trovato l’uovo di Colombo della geologia marziana: «La presenza di metalli inaspettati, la differenza fra emisfero nord e sud, la formazione dei satelliti naturali. Se le nostre ipotesi fossero confermate avremmo una soluzione elegante, che risolve tre problemi in un colpo solo e giustificano l’aspetto attuale del pianeta rosso», spiega Mojzsis.

È da tempo che gli scienziati girano a vuoto intorno a questi piccoli enigmi marziani. La teoria di un grande impatto nel lontano passato del pianeta è vecchia di trent’anni. Prove a sostegno di questa ipotesi sono andate accumulandosi negli anni, supportate dalle simulazioni a computer di eventi eccezionali come questo. Mojzsis è stato fra i primi a pensare che studiare l’inventario di elementi metallici che compongono il pianeta potesse essere una buona idea per avere una qualche risposta agli interrogativi aperti.

Il risultato? Marte presenta una sovrabbondanza di metalli rari, come il platino, l’osmio e l’iridio. Elementi che il suolo marziano potrebbe aver assorbito, in fase di formazione, da un violento impatto con un asteroide. Avvenuto 4,43 miliardi di anni fa e seguito da una lunga serie di impatti minori.

Per saperne di più:

 

Articolo di Davide Coero Borga originariamente pubblicato su Media INAF.

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