Viaggiamo verso le stelle vicine – UCAC2 19810175

La nostra tappa odierna del viaggio tra le stelle vicine è “una scommessa” del sottoscritto…

Parlerò infatti di una stella vicina, conosciuta ancora con una sigla difficilissima (UCAC2 19810175, ma abbiamo visto e vedremo che le altre denominazioni di stelle non scherzano), posta all’interno del database stellare di SIMBAD interrogato per ottenere le stelle più vicine e presentata con un valore di parallasse buono, seppur dotato di un errore sulla misura pari al 16% : a confronto, Proxima presenta un errore dello 0.8%, α Cen dello 0.5% e la Stella di Barnard dello 0.3%.
Questo valore è alto, ma è comunque niente in confronto al 70% e più di altre stelle presenti nella lista e per questo motivo scartate nella stesura del mio programma. In questo caso, forse per divertimento e per saggiare le routine utilizzate, ho deciso di inserire lo stesso questa stella tra quelle vicine: nel caso in cui la misura dovesse migliorare (o anche peggiorare!) sarà molto semplice modificare le costanti per avere una rappresentazione più corretta. Desidero sottolineare che il più volte citato e costoso Starry Night Pro Plus 7 (con la sua controparte SkySafari per mobile ) non prevede questa stella, così come entrambi non prevedono un upgrade del database stellare, se non in occasione di un’eventuale versione successiva: anche Stellarium non la prevede di base, ma se la cerchiamo, lui si collega al database di SIMBAD chiudendo il cerchio e mostrandola all’interno della costellazione dello Scultore

la stella si trova nella costellazione dello Scultore

laddove per visualizzarla (data la sua  bassa magnitudine pari a 10.4) bisogna zoomare

un campo stellare non molto pieno di stelle

Una volta tanto le poche notizie su questa stella sono solamente quelle di SIMBAD, (è inutile cercarla su WikiPedia, ma magari si troverà qualcosa solo dopo la pubblicazione di questo articolo…) e tra queste poche notizie si legge che si tratta di una stella ad alto moto proprio, nulla di che, ma che la rendono interessante: interpretando i dati a disposizione azzarderei che è stata scoperta nel 2003 , mentre il suo moto proprio è stato scoperto nel 2012, o almeno in quegli anni la stella è stata inserita nei cataloghi. Per quanto riguarda i valori utilizzati dal programma, ribadisco che non sono certo casuali, ma sono proprio quelli desunti da un valore dotato di una certa incertezza di misura, che comporta per la stella una distanza pari a 7.4 al .

Se non vi piacesse il nome ufficiale di questa stella, potete sempre utilizzarne un altro, a partire da questa tabella di denominazioni

nomenclature della stella nei cataloghi in cui appare

ancora poche in questo caso…

Anche all’interno del DSS (Digitized Sky Survey), la stella appare in una zona relativamente povera di stelle

la stella UCAC2 19810175 all’interno del DSS

Il cielo della stella UCAC2 19810175

Siamo arrivati al momento più importante e divertente dell’articolo, nel quale vedremo il firmamento ucachiano. Come sempre clickiamo sul link sottostante per ottenere l’apertura di un’altra pagina del browser, contenente le stesse stelle di tutte le puntate , la cui posizione viene calcolata nello spazio tridimensionale correggendole in base alla posizione della stella scelta come centrale.

il cielo visto dalla stella UCAC2 19810175

Già dalla schermata che si presenta aprendo il programma ci accorgiamo che la posizione di Altair è mutata e l’Aquila sembra volare verso l’alto. Mentre il Cigno, l’Orsa Maggiore e quella Minore risultano cambiate di poco (ma pur sempre riconoscibili), lo stesso non si può dire per la Lira e Ercole.

E il Sole? Si trova facilmente all’interno della Chioma di Berenice con una buona magnitudine di 1.6. Il Quadrato di Pegaso è decisamente più un rombo, ma peggio sta uno dei due Pesci

Una volta tanto Orione sembra strana: al di là delle 4 stelle principali più le tre della Cintura più o meno al loro posto, vediamo che alcune stelle sono spostate verso Nord, compresa ε Eri, che è entrata a far parte della costellazione. Stessa sorte capita per Sirio, che ora è schizzata all’interno di un’Idra molto spigolosa, mentre all’interno della vicina Vergine appare la famosa α Cen. Il fiume Eridano è straripato qua e là inondando altre costellazioni dell’emisfero meridionale.

Passando invece a costellazioni ben note, vediamo che lo Scorpione è ancora riconoscibile, ma decisamente modificato, mentre il Sagittario (o meglio la sua Teiera ) sembra disegnato da un bambino molto volenteroso: la teiera è più coperchio che contenitore, ma peggio ancora sta la Corona Australe, che non sembra più una corona. Invece la Croce del Sud ha mantenuto la sua forma ingrandendosi al punto da sembrare una croce tipica degli scudi dei crociati.

E Cassiopea? Un disastro! La bellissima e ben nota “W” è diventata una specie di “V” molto larga.

Andando infine a vedere le stelle più vicine a RGO 1629 (questa sigla è decisamente più umana ), troviamo che sono stelle vicine a noi (con il Sole in nona posizione) e che incontreremo solamente nelle prossime puntate: tra queste c’è Al Naymat II che solo Stellarium conosce ma che è la ben più nota τ Cet. Le stelle più luminose invece sono bene o male quelle solite.

Nella prossima puntata conosceremo un’altra stella vicina, ben nota agli appassionati di Star Trek: restate sintonizzati!

Informazioni su Pierluigi Panunzi 319 Articoli
Classe 1955, è nato e vive a Roma, è laureato in Ingegneria Elettronica e lavora come sviluppatore software, ma avrebbe voluto laurearsi in Astronomia. Coltiva la passione per l’astronomia dal giorno dopo lo sbarco dell’uomo sulla Luna, maturando un interesse sempre crescente per la Meccanica Celeste, il moto dei pianeti, la Luna e i satelliti. Dedica il tempo libero alla divulgazione astronomica in serate organizzate a Roma e paesi vicini e recentemente si sta perfezionando nell’astrofotografia grazie all’auto-regalo di una reflex digitale.

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