OtticaTelescopio

Lo sciame delle Orionidi caratterizza questo mese. E come sempre, una ricca panoramica sulle costellazioni, posizioni dei pianeti, congiunzioni, mappe stellari dettagliate ed effemeridi di Sole, Luna e pianeti. Tutti gli eventi astronomici del mese di Ottobre 2017!

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Sole

Sole
Si trova nella costellazione della Vergine fino al giorno 31, quando entra in quella della Bilancia.

  • 1 ottobre: sorge alle 07:07, tramonta alle 18:52
  • 15 ottobre: sorge alle 07:23, tramonta alle 18:29
  • 31 ottobre: sorge alle 06:42, tramonta alle 17:06 (ora Solare)

la durata del giorno diminuisce di circa 1 ora e 20 minuti dall’inizio del mese. Nella notte tra il 28 e il 29 torna in vigore l’ora solare: pertanto, lancette dell’orologio spostate un’ora indietro!

effemeridi complete

Luna

Luna
Il giorno 9 alle ore 06:30 la Luna raggiunge il perigeo (366.859 Km di distanza), mentre il giorno 25 alle ore 02:01 si troverà nel punto più lontano dalla Terra nel corso della sua orbita, l’apogeo (405.152 km).

  • Luna Piena il 5 (ore 20:42)
  • Ultimo Quarto il 12 (ore 14:28)
  • Luna Nuova il 19(ore 21:14)
  • Primo Quarto il 28 (ore 00:23)

sorgere e tramontare:

  • 1 ottobre: tramonta alle 02:16, sorge alle 16:44
  • 15 ottobre: sorge alle 02:32, tramonta alle 13:31
  • 31 ottobre: tramonta alle 02:03, sorge alle 15:23

effemeridi complete

Come ruota la Luna?
di Vincenzo Zappalà

Posizione dei pianeti

Mercurio

Mercurio

Mercurio

Il pianeta rimane praticamente inosservabile per tutto il mese. Il giorno 8 ottobre Mercurio si trova in congiunzione con il Sole. In seguito si allontana lentamente dal Sole tornando a riaffacciarsi sull’orizzonte occidentale. Tuttavia è ancora troppo presto per iniziare ad osservarlo nel cielo serale. Ancora a fine mese Mercurio tramonta appena mezz’ora dopo il Sole: sarà quindi ancora molto basso sull’orizzonte, immerso nella la luce del tramonto.

ATTENZIONE: se si usa uno strumento ottico per osservare il pianeta, NON inquadrare MAI il Sole se non si è dotati di apposito filtro. Ciò comporterebbe danni irreparabili alla vista! [Per saperne di più]

Venere

Venere

Venere

Il luminoso pianeta brilla ancora nel cielo mattutino, ma l’intervallo di tempo disponibile per osservarlo si riduce ulteriormente. All’inizio di ottobre Venere sorge due ore prima del Sole, alla fine solo un’ora e mezza. Osserveremo quindi il pianeta man mano più basso sull’orizzonte orientale tra le luci dell’alba. Il 9 ottobre Venere lascia la costellazione del Leone per entrare nella Vergine. Da segnalare una stretta congiunzione con Marte il 5 ottobre.[Per saperne di più]

Marte

Marte

Marte

Le condizioni di osservabilità del pianeta rosso sono praticamente identiche a quelle di Venere, con cui, come già segnalato, si troverà in congiunzione il giorno 5. Lo si può quindi individuare al mattino presto, ad Est, prima del sorgere del Sole. Anche Marte esce dal Leone per entrare nella costellazione della Vergine il 12 ottobre. [Per saperne di più]

Giove

Giove

Giove

Per molti mesi lo abbiamo osservato, l’inconfondibile pianeta più luminoso del cielo serale. Ma con questo mese termina questo lungo periodo di osservabilità. Giove sarà in congiunzione con il Sole il 26 ottobre. Per alcune settimane la luce solare avrà il sopravvento e non potremo individuare il pianeta, che in seguito ricomparirà al mattino presto. Giove prosegue il suo cammino nella costellazione della Vergine, portandosi vicino al limite con la Bilancia. [Per saperne di più]

Saturno

Saturno

Saturno

Il pianeta con gli anelli si trova sempre più basso sull’orizzonte occidentale, ma vale la pena seguirlo ancora con interessa, dato che, con la congiunzione di Giove con il Sole, Saturno rimane l’unico pianeta, tra quelli visibili ad occhio nudo, osservabile nel cielo serale. Bisogna cercarlo poco dopo il tramonto a Sud-Ovest, man mano più basso sull’orizzonte, nella costellazione dell’Ofiuco, dove il pianeta si sposta lentamente avvicinandosi al confine con il Sagittario. [Per saperne di più]

Urano

Urano

Urano

Il 19 ottobre il pianeta si trova all’opposizione rispetto al Sole. Per il pianeta inizia quindi il periodo di migliore osservabilità per l’anno in corso. Sarà possibile osservarlo per tutta la notte. Compare sull’orizzonte orientale al tramonto del Sole, culmina a Sud nelle ore centrali della notte e tramonta ad occidente quando compaiono le luci dell’alba. La luminosità di Urano è al limite della visibilità occhio nudo e per poterlo osservare nelle migliori condizioni è opportuno l’uso di un telescopio. Il pianeta si muove molto lentamente, con moto retrogrado, nella costellazione dai Pesci, in cui si trova dal 2009. [Per saperne di più]

Nettuno

Nettuno

Nettuno

Dopo l’opposizione del mese scorso, il pianeta rimane ancora osservabile per gran parte della notte. Dopo il tramonto del Sole si trova già piuttosto alto in cielo in direzione Sud-Est. Nel corso della prima parte della notte raggiunge la massima altezza (culminazione) a Sud. Per poter osservare Nettuno è comunque necessario l’uso del telescopio, a causa della bassa luminosità del pianeta, non accessibile all’osservazione ad occhio nudo. Nettuno si trova ancora nella costellazione dell’Acquario, dove è destinato a rimanere per un periodo estremamente lungo che si concluderà solo nell’anno 2022. [Per saperne di più]

Plutone

Plutone

Plutone

Preso atto della riclassificazione di Plutone a plutoide da parte della IAU (Parigi, Giugno 2008), la nostra rubrica includerà comunque l’osservabilità dell’astro.

L’osservabilità di Plutone è limitata alle prime ore della notte: al calare dell’oscurità è già basso in cielo a Sud-Ovest. Plutone si sposta con estrema lentezza nella costellazione del Sagittario, dove resterà per molti anni ancora, fino al 2023.

Con la sua magnitudine 14 sono necessari un cielo scuro, una buona carta stellare e almeno un telescopio da 8″ di apertura (200mm). [Per saperne di più]

Congiunzioni

Venere – Marte

Congiunzione Venere - Marte, giorno 5 ore 6

Venere – Marte, giorno 5 ore 6

Una magnifica congiunzione osservabile al mattino presto, tra le prime luci dell’alba del 5 ottobre. I due pianeti, Venere e Marte, sono molto vicini tra loro, separati da un angolo di circa 1/3 di grado. La congiunzione si verifica nella costellazione del Leone

Luna – Pleiadi

Congiunzione Luna - Pleiadi, giorno 8 ore 23

Luna – Pleiadi, giorno 8 ore 23

La sera del giorno 8 la Luna si trova nella costellazione del Toro, dove sorge accompagnando l’ammasso stellare delle Pleiadi e la stella Aldebaran

Luna – Venere – Marte

Congiunzione Luna - Venere - Marte, giorno 17 ore 6

Luna – Venere – Marte, giorno 17 ore 6

Il cielo del mattino continua a proporre le configurazioni più interessanti. Il 17 ottobre, prima del sorgere del Sole, possiamo osservare – nella costellazione della Vergine – il sorgere in sequenza della sottile falce di Luna calante, seguita da Marte e da Venere

Luna – Venere

Congiunzione Luna - Venere , giorno 18 ore 6:30

Luna – Venere , giorno 18 ore 6:30

Il 18 ottobre la Luna, ormai prossima alla fase di Luna Nuova, si trova in congiunzione con Venere, molto bassa sul cielo orientale , nella costellazione della Vergine.

Luna – Saturno

Congiunzione Luna - Saturno, giorno 24 ore 20

Luna – Saturno, giorno 24 ore 20

La sera del giorno 24 è ancora possibile osservare una congiunzione tra la Luna e Saturno, sempre più basso con il passare del tempo sull’orizzonte occidentale, dove lo vediamo tramontare nella costellazione dell’Ofiuco.

Lo sciame meteorico delle Orionidi 2017

Lo sciame meteorico delle Orionidi 2017il radiante dello sciame

Conosciute come lo sciame-fratello delle Eta Aquaridi di maggio, le Orionidi di fine ottobre sono associate alla cometa di Halley, la più conosciuta e studiata delle comete.

Lo sciame si produce ogni anno negli stessi giorni allorchè l’orbita terrestre incrocia la scia di polveri – che vaporizzano in atmosfera ad un’altezza di circa 100 km – lasciata dal passaggio della cometa ed ha come radiante la zona di Orione che è ai confini con le stelle dei Gemelli.

Quest’anno. l’assenza della Luna permetterà ogni tipo di studio: nel visuale sulle frequenze orarie e sulla distribuzione delle luminosità, nel dominio fotografico e video sulla posizione del radiante. Saranno ben visibili dopo mezzanotte, quando il radiante a nord di Betelgeuse sarà più alto sull’orizzonte. Tra il 18 e il 23 ottobre la Terra nel suo moto incontra zone più o meno dense di meteoroidi cosicchè di anno in anno si osservano variazioni della frequenza, sempre comunque superiore alle 20-30 meteore/h.

costellazioni

Solo nelle prime ore della notte ci sarà ancora l’opportunità di osservare parte delle costellazioni che hanno dominato il cielo estivo. Una volta spente le ultime luci del crepuscolo serale, avremo appena il tempo di vedere ad occidente il tramonto del Bootes con la brillante stella Arturo, subito seguito dall’Ofiuco e da Ercole.

Abbiamo a disposizione qualche ora in più per vedere ancora una volta il “Triangolo Estivo”, del quale ricordiamo i componenti: ai vertici troviamo le stelle Altair dell’Aquila, Vega della Lira e infine Deneb del Cigno. (si rimanda alle rubriche dei mesi precedenti per le descrizioni più dettagliate delle tre costellazioni).

Lungo l’eclittica cominciano ad apparire ad Est le costellazioni dello zodiaco che vedremo alte in cielo per i successivi mesi dell’Autunno e dell’Inverno: in tarda serata sorgeranno prima il Toro e successivamente i Gemelli.

Ad Ovest, poco dopo il tramonto del Sole, vedremo per l’ultima volta per quest’anno il Sagittario; a Sud – Ovest il Capricorno e l’Acquario, privi di stelle particolarmente brillanti, non offrono punti di riferimento rilevanti. La costellazione dei Pesci è anch’essa poco appariscente, ma la sua posizione, a Sud di quella di Pegaso, ne facilita il ritrovamento sulla volta celeste.

Ancora più ad Est è facile identificare la piccola costellazione zodiacale dell’Ariete. Il grande quadrilatero di Pegaso, il cavallo alato, situato ben alto nel cielo in questa stagione, quasi allo zenit – cioè sulla verticale sopra le nostre teste. Tra Pegaso e la stella polare, quest’ultima come sempre ferma in cielo ad indicare il Nord, troviamo Cassiopea, con la sua inconfondibile forma a “W”, e Cefeo, quest’ultima costellazione un po’ più difficile da riconoscere essendo priva di stelle brillanti.

Dal vertice nord-est del quadrilatero di Pegaso inizia un allineamento di 3 stelle piuttosto luminose: si tratta della costellazione di Andromeda. Proseguendo ancora sullo stesso allineamento, sull’orizzonte nord-orientale, sopra la brillante stella Capella (della costellazione dell’Auriga), possiamo riconoscere il Perseo, con una forma che ricorda una “Y” rovesciata.

Parlando di queste costellazioni, non si può fare a meno di citare due oggetti del cielo tra i più ammirati dagli astrofili. Si tratta di oggetti molto facili da osservare, adatti anche a chi si avvicina per la prima volta all’osservazione astronomica.

Iniziamo con il “Doppio Ammasso del Perseo”: si trova nella zona di cielo tra Perseo e Cassiopea ed è già visibile ad occhio nudo in cieli oscuri e senza Luna, ma diventa spettacolare già con un semplice binocolo. Complessivamente i due ammassi sono costituiti da circa 400 stelle, e distano da noi oltre 7.000 anni luce.

Guardiamo adesso la costellazione di Andromeda: delle 3 stelle più brillanti che troviamo vicino a Pegaso, prendiamo a riferimento quella centrale. Spostiamoci da lì verso Cefeo: con l’aiuto di una mappa, non sarà difficile notare anche con un binocolo (ma in cieli molto bui si può intravedere anche ad occhio nudo) una leggera nebulosità a forma di ellisse schiacciata: è la famosa galassia di Andromeda (M31), omonima della costellazione che la ospita.

Galassia di Andromeda - M31Sopra: la galassia di Andromeda – ingrandisci

Andromeda è la galassia più vicina alla nostra Via Lattea, ma i “grandi numeri” che la caratterizzano non mancheranno di emozionare chi per la prima volta potrà osservarla attraverso un telescopio: si trova comunque alla distanza di circa 2 milioni e mezzo di anni luce (un anno luce è pari a poco meno di 10.000 miliardi di km), ha un diametro di circa 200.000 anni luce secondo le stime più recenti e contiene oltre 100 miliardi di stelle!

Concludiamo il tour del cielo con l’Orsa Maggiore, che in questo periodo troviamo bassa sull’orizzonte settentrionale. Tra le due Orse possiamo riconoscere il Dragone.

Comete del Mese

a cura di Etruscastro

Comete del mese

Comete del mese

Questo mese abbandoniamo definitivamente la 71P/CLARK, ormai quasi del tutto inosservabile bassa ad ovest, e portiamo alla vostra attenzione la C/2017 O1 ASASSN, che sarà la cometa più interessante per luminosità e posizione. La troviamo infatti (al momento in cui scriviamo) a +8.6 e transitante nella costellazione del Perseo.

A seguire, ancora la C/2015 ER61 PANSTARRS, una nostra “vecchia” conoscenza, visibile tutta la notte (come la appena citata Asassn) nella costellazione del Toro con una buona luminosità di +10.8.

Infine, segnaliamo una new entry: la 29P/ SCHWASSMANN-WACHMANN, visibile nella prima parte della notte con una luminosità difficile di +11.3, nella costellazione del Capricorno!

Andiamo a scoprirle insieme…

DSJ – Giornalino astronomico di Ottobre

a cura di Etruscastro

m2

m2

Nel numero 90 del deep sky Journal di Astronomia.com, parliamo di un oggetto molto conosciuto dalla comunità astrofila e molto facile da trovare in cielo e da osservare, anche con strumenti medio/piccoli. Parliamo dell’ammasso globulare M2, situato nella costellazione dell’Acquario.

Leggi tutti i dettagli…

Mappe del cielo

Nota: Le mappe del cielo sono realizzate con Stellarium e riferite alla metà del mese alle ore 22:00 circa ora italiana, latitudine media (Roma), ad esclusione di congiunzioni ed eventi particolari. Gli orari delle congiunzioni sono scelti valutando le condizioni di migliore osservazione.

Info Autore

ha pubblicato 537 articoli

38enne di professione informatico, è nato e vive a Roma dove lavora come system engineer presso una grande azienda nel settore IT. E' l'ideatore e sviluppatore di Astronomia.com, portale nato dal connubio tra due delle sue più g ... pagina autore

  1. Sbaglio o il cielo invernale è più "ricco" di quello estivo?

  2. Non sbagli, anche il cielo stesso è più ricco, meno calore che si diffonde nell'aria, più pioggia, neve, e tutte le intemperie possibili che puliscono il cielo, (farà freddo) ma questa parte di cielo invernale rende molto di più di quello che possiamo vedere in estate, io personalmente preferisco...

  3. C'è una info che riguarda Tritone...

    All'una e 51 della notte fra il 5 e il 6 ottobre grazie al transito davanti a una stella, avremo un’opportunità imperdibile per analizzarne l’atmosfera. I dati della missione Esa Gaia consentono di pianificare con precisione l’osservazione del fenomeno, possibile anche con telescopi amatoriali.


    http://www.media.inaf.it/2017/10/04/atmosfera-tritone/


    http://www.uai.it/pubblicazioni/uain...i-nettuno.html

  4. Non si tratta di un fenomeno "naturale", ma sarà così vistoso da meritare attenzione.

    Un passaggio della ISS che riguarderà di fatto tutta l'Italia. Dalle 19:08' 42" alle 19:14' 57"
    con il massimo alle 19:11' 50" verso SO a ben 42° di elevazione, non altissima ma adeguata anche in contesti molto urbanizzati...

    http://www.heavens-above.com/PassSum...&alt=53&tz=CET

    Oltretutto, in assenza della Luna non vi sarà il relativo disturbo luminoso, per cui ovunque non sia nuvolo è proprio il caso di non farsi trovare impreparati.

    Magnitudine apparente -2,6, mica baubaumiciomicio...

  5. Ciao! Scusate la mia ignoranza.. ma quell'ultima stella che si vede al mattino a oriente.. è Venere?